Typis Regiis

La Reale Stamperia di Palermo tra privativa e mercato (1779-1851)

Autore: Rosario Lentini

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ISBN: 978-88-99934-35-4


ISBN: 978-88-99934-51-4

La decisione di creare a Palermo una Stamperia reale - assunta da Ferdinando IV di Borbone nel 1779 - si colloca nel solco di quel processo riformatore più generale che, ancor più dopo l'espulsione dei Gesuiti dai regni di Napoli e di Sicilia, interessò anche il settore dell'istruzione di base, superiore e universitaria.

Lo stabilimento fu assegnato alla Deputazione dei regi Studi siciliana, affinché ne curasse l'organizzazione, e per garantire la sua autonoma sopravvivenza finanziaria gli si riconobbe il diritto di privativa per la produzione di tutte le stampe necessarie agli organismi dell'amministrazione viceregia e alle magistrature. Analogamente, le scuole pubbliche dell'Isola furono tenute a rifornirsi solo con i libri di testo impressi dalla Stamperia palermitana.

Assicuratosi, quindi, un flusso di committenza pubblica costante, lo stabilimento potè incrementare l'attività di stampa di testi religiosi, letterari, storico-giuridici, artistici e scientifici, distinguendosi, sin dai primi anni, per l'elevata qualità delle sue realizzazioni, sia sul piano strettamente tipografico che su quello del merito editoriale, con la pubblicazione di monografie di autori siciliani, della penisola e stranieri. Tuttavia, i segnali di quella crisi che si sarebbe manifestata in modo evidente dagli anni venti dell'Ottocento - primo fra tutti la difficoltà di esigere i crediti proprio dall'Erario - e che né la direzione tecnica, né la Deputazione riuscirono a contrastare, portarono lo stabilimento al suo progressivo declino e alla cessazione dell'attività a inizio degli anni cinquanta.

Numero Pagine: 138
Pubblicazione: Febbraio 2017