Riflessi internazionali nell'oreficeria di Sicilia tra XVIII e XIX secolo

Un inedito esempio di collezionismo palermitano

Autore: Roberta Cruciata

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ISBN: 978-88-31919-71-5

Lo studio di Roberta Cruciata si rivolge all’oreficeria siciliana della fine del Settecento e dell’Ottocento, affrontando, questa volta, la preziosa parte inedita di una collezione privata di Palermo, tra revival del passato e creativa innovazione dei maestri isolani. Tale periodo, peraltro, soltanto negli ultimi decenni è stato affrontato e adeguatamente valorizzato, sulla scorta dei pioneristici studi di Maria Accascina, grazie alle grandi Mostre promosse dalla Presidenza della Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Palermo, allora guidata dal Prof. Antonino Buttitta e dall’Assessorato ai Beni culturali, Ambientali e della Pubblica Istruzione quando era diretto dal Dott. Alberto Bombace, come Ori e argenti di Sicilia del 1989, e poi alle ricerche e alle pubblicazioni condotte nell’ambito dell’attività scientifica dell’Osservatorio per le Arti Decorative in Italia “Maria Accascina”, del Dipartimento Culture e società della stessa Università, dedicato a quella indimenticabile studiosa.

 
La Cruciata analizza ogni opera singolarmente e la introduce nel coevo pa­norama storico artistico in un unico generale discorso talmente dettagliato da non rendere necessaria la singola schedatura dei gioielli. Lo studio riporta ad un mondo di vanità ormai alla portata di una più ampia campionatura di soggetti che possono fruirne, seguendo mode e inserendosi nel gusto e nel costume di un’epoca che esce non solo dall’appannaggio riservato ad una ristretta fascia nobiliare, ma abbraccia quello che diviene accessibile sia all’alta borghesia sia alla media, nonché alla piccola. Tutto ciò senza che si perda quella raffinatezza, quella originalità e quella briosità propria dell’oreficeria siciliana. 
Il raffinato collezionista ha saputo non solo conservare i monili di fami­glia, ma anche integrare la raccolta con interessanti e ricercati gioielli, legandosi idealmente a quella tradizione di appassionati come J. A. Churchill, console generale della Gran Bretagna a Palermo, che, nella sua lunga permanenza in Sicilia alla fine del XIX secolo, riuscì a costituire una prestigiosa raccolta. 

Pubblicato a settembre 2018

N. di pagine: 96