La Patria Esposta

Arte e Storia nelle mostre e nei musei del Risorgimento

Autore: Giulio Brevetti

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ISBN: 978-88-31919-87-6

Manoscritti, giornali, stampe, proclami, lettere, manifesti, libri, fogli volanti. E poi dipinti, sculture, tempere, acquerelli, disegni, xilografie, litografie, fotografie. E inoltre armi, uniformi, bandiere e cimeli militari. Questo e altro ancora è il materiale che usualmente costituisce un’esposizione di memoria risorgimentale ideata, progettata, allestita al fine di ricostruire e ricordare un determinato episodio o la presenza di uno o più personaggi, in forma permanente, come musei dedicati e civici, o temporanea, generalmente allo scadere di un anniversario o di una specifica ricorrenza. Questa tipologia espositiva ha da sempre costituito il mezzo più efficace per servire la pedagogia del Risorgimento rivolta dalla Patria al popolo da educare, adottata in tutte le regioni e le province del Paese che conservano oggetti e cimeli di quel periodo, specialmente in occasione delle Celebrazioni nazionali.
Fino a oggi, a occuparsi di questo tipo di esposizioni sono stati quasi esclusivamente gli studi storici, che hanno focalizzato la loro attenzione sull’utilizzo in chiave politica della memoria risorgimentale, sottolineando come e perché l’establishment abbia di volta in volta impiegato o obliato tale eredità materiale e spirituale per consolidare il proprio potere. A essere trascurata è stata insomma l’esperienza empirica vissuta tanto dall’organizzatore quanto dal fruitore che, seppur sia stata fisicamente limitata nel tempo e nello spazio,
è ancora oggi ricavabile non soltanto dai cataloghi ma anche dalle testimonianze scritte e visive di chi vi ha lavorato o vi è stato in visita. Un’esperienza fatta di spazi, percorsi, ambienti, suggestioni, scelta degli oggetti e loro uso e disposizione, opere d’arte e attenzione o meno al fattore estetico. “Leggere” nella sua interezza un allestimento è d’altronde compito che non attiene allo storico ma ad altre categorie di studiosi – storici dell’arte e critici d’arte, museologi e museografi – che tuttavia soltanto sporadicamente hanno preso in considerazione tale particolare tipologia espositiva. Manca infatti a tutt’oggi un lavoro che si soffermi sulla forma, oltre che sulla sostanza; che legga l’intero fenomeno dalla sua nascita fino ai giorni nostri; che individui le principali tappe di tale pratica, assieme alle diverse varietà proposte; che restituisca, infine, agli uomini e alle donne coinvolti nel corso del tempo lo spazio e il riconoscimento che meritano. 

Questo volume – che intreccia saperi diversi ma strettamente legati tra loro – ambisce dunque a ricostruire e ad analizzare il fenomeno espositivo a tematica risorgimentale dalla prospettiva storico-artistica4 prediligendo, contrariamente agli studi storici, le mostre piuttosto che i musei.

Pubblicato a novembre 2018

N. di pagine: 362