Dilthey e il giovane Hegel

A cura di: Filippo Di Trapani

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ISBN: 978-88-5509-186-2


ISBN: 978-88-5509-187-9

Chi conosce le implicazioni incrociate della filologia diltheyana e di quella hegeliana sa quanto il nesso tra queste tre dimensioni (vitale anch’esso, nel senso del diltheyano Lebenszusammenhang) sia intricato e ripiegato su se stesso. In una sorta di riproposizione di quanto più avanti sarà detto il “cortocircuito ermeneutico” tra una vita che tende a se stessa nell’atto della propria interpretazione e la vita che per strutturare il suo atto costitutivo deve potersi muovere al di là di se stessa. È in questa tensione immanente (seppur aperta alla trascendenza) intesa come autoproduzione che la vita dà luogo alle strutture cognitivo-emotive che le consentiranno di cogliersi come questo movimento; in una circolarità che affascina (e per molti versi strega) Dilthey sin dal riconoscimento di questa dinamica nella sfera individuale (gli studi e le lezioni di psicologia), per poi allargarsi concentricamente a struttura autonarrativa non solo dell’Io individuale ma di quello storico e collettivo (la fondazione delle scienze dello spirito); fino a confluire (nella teoria delle visioni del mondo) a espressione generale dello Spirito. In un moto percorso da una legge di frattura e scomposizione-ricomposizione destinato per questo a non culminare mai in un punto definitivo. Oppure, se si vuole, a culminare sempre in un punto che, a partire dalle condizioni storico-socio-culturali di un’epoca, viene ogni volta posto come definitivo.

Pubblicazione: Novembre 2020

Pagine: 298